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identità...
L'immagine che ci siamo costruiti tra i lavoratori dal 1950, l'anno in cui siamo nati, ad oggi, è quella di un sindacato moderno e competente, che raccoglie adesioni provenienti da matrici ideologiche e politiche molto diverse. Da quegli anni molte cose sono cambiate: il clima politico, le lotte, l'unità sindacale, ma non abbiamo mai smesso di credere negli stessi valori. Tutto questo ci è costato un grande sforzo organizzativo poiché abbiamo sempre puntato a formare un quadro dirigente altamente professionalizzato.
I mutamenti avvenuti nel mondo del lavoro in questi anni non concedono alternative ad un profondo rinnovamento del sindacalismo confederale: la Cisl crede ancora nella nascita di un nuovo soggetto sindacale unitario in cui portare il proprio contributo, la propria passione, la propria identità. Per affrontare la sfida della società moderna è necessario ora più che mai un sindacato forte e adeguato. Un sindacato in grado di salvaguardare i diritti civili, politici e sociali, un sindacato capace di alimentare attivamente una coscienza della partecipazione e della solidarietà.
Un sindacato che non si è mai stancato di unire la tradizione dei valori all'efficienza ed alla competenza dei propri servizi.
...e storia
Parlare della storia della CISL è raccontare una parte importante della storia del sindacato in Italia, un sindacato sorto in quell'Italia repubblicana, libera e democratica nata all'indomani del secondo conflitto mondiale. Infatti, sebbene il regime fascista avesse cancellato l'esperienza sindacale precedente, durante la guerra e l'occupazione tedesca si ha una ripresa delle lotte operaie contro l'aumento dei prezzi e la guerra. Ben presto il movimento di lotta si trasforma in un grande movimento di protesta politica collettiva antifascista. Alcuni uomini, già dirigenti di organizzazioni sindacali prefasciste, appartenenti ai partiti più rappresentativi, iniziano a discutere in clandestinità e nei territori liberati del Mezzogiorno sulla possibilità di realizzare una organizzazione sindacale unitaria.
Tra le varie componenti sindacali esistono punti di vista diversi, in tema di politica salariale e di difesa dell'occupazione, ma nel complesso esiste un orientamento di massima a collaborare al processo di ricostruzione del paese. Tuttavia ben presto si costituiscono correnti sindacali collegate ai principali partiti. Un acceso settarismo ideologico divide gradualmente i militanti.
La fine dell'esperienza unitaria avviene con l'accesa polemica scoppiata intorno allo sciopero nazionale indetto nel luglio del 1948 dopo l'attentato a PalmiroTogliatti, segretario del Pci. La corrente sindacale cristiana, guidata da Giulio Pastore, si dissocia dallo sciopero e considera concluso l'esperimento dell'unità sindacale, dando vita il 17 ottobre 1948, nel corso di un congresso straordinario delle ACLI, alla Libera CGIL.
Gli inizi La CISL nasce il 30 aprile 1950 dalla confluenza della Libera CGIL, di parte della FIL e di alcuni sindacati autonomi del settore dei servizi pubblici e privati. Nei suoi primi anni di vita l'intento della CISL è quello di costruire u un'organizzazione realmente autonoma dal suo retroterra politico e confessionale. A questo scopo viene costituito nel 1951 il Centro studi di Firenze, che durante gli anni Cinquanta organizza corsi per la formazione dei nuovi dirigenti sul modello del sindacalismo americano degli anni Trenta e Quaranta. Un riferimento questo da cui la CISL fa discendere anche la concezione del sindacato come associazione, un sindacato cioè che basa la sua forza e la sua ragion d'essere sull'adesione volontaria dei lavoratori, i quali ne determinano scelte e orientamenti. Per questo la CISL ha sempre manifestato la sua opposizione a qualsiasi tentativo di regolamentare per legge l'attività sindacale, come previsto dagli articoli 39 e 40 della Costituzione.
Nel 1953 la CISL propone di articolare la contrattazione, cioè di arrivare a contrattare il salario, o alcune sue parti, azienda per azienda o per settori produttivi: cosa, questa, che diviene una bandiera della propria attività sindacale per tutto il decennio. Essere sindacato negli anni Cinquanta è molto difficile, poiché il sindacato è completamente esterno ai luoghi di lavoro e subisce la repressione del padronato.
L'immagine che la CISL si è costruita tra i lavoratori, grazie allo sforzo organizzativo avviato da Pastore per formare un quadro dirigente altamente professionalizzato ed autonomo, è quella di un sindacato moderno e competente che raccoglie adesioni di lavoratori provenienti da matrici ideologiche e politiche molto diverse.
Tuttavia i rapporti tra le confederazioni sono sempre caratterizzati da grandi difficoltà e solo agli inizi degli anni Sessanta cominciano a verificarsi momenti di unità d'azione in qualche categoria e in alcune località. Fatto ancor più importante è che iniziano ad attuarsi i primi rilevanti accordi aziendali (Italsider, Bassetti, Perugina, Franchi), mentre i parlamentari-sindacalisti della CISL insistono in Parlamento per un ruolo più attivo e autonomo delle aziende a partecipazione statale che già dal 1956, grazie all' iniziativa della CISL, si erano distaccate dalla Confindustria dando vita all'lntersind consentendo, così, di creare un sistema articolato di contrattazione con il sindacato. Ciò, tuttavia, non significa che in questo periodo si raggiunga il massimo delle libertà sindacali, anzi la resistenza padronale è molto forte, tanto che fare attività sindacale nei luoghi di lavoro può ancora costare il licenziamento. Ancora non esistono diritti sindacali e rimane difficile per il sindacato entrare in fabbrica, indire riunioni o assemblee. Gli anni 60 sono anni in cui le lotte dei lavoratori, insieme con quelle studentesche e con le guerre di liberazione nel Terzo Mondo, mostrano assai spesso un volto nuovo e tendono a ridiscutere il modo di essere del sindacato. La CISL è presente e spesso all'avanguardia, anche rispetto alla sfida eversiva e alla "strategia della tensione", le t trame nere, gli attentati di piazza, che riclhiedono al sindacato di muoversi per la prima volta unito, in difesa delle libertà democratiche.
Gli anni 70 vivono un clima politico molto duro, sono infatti gli anni dei governi di "solidarietà nazionale conseguenti all'assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Un impegno che non verrà meno nonostante le núnacce dirette del terrorismo di destra e di sinistra che vedevano nel movimento sindacale un nemico da distruggere. In questi anni la CISL è interprete costante e rigorosa delle scelte fatte nel 1978 all'Eur e ha un ruolo deternmiante nella stipula di importanti accordi. Con quello del 22 gennaio 1983 viene diminuito il costo del lavoro attraverso un intervento di alleggerimento della scala mobile, che da sola copre una parte cospicua delle rretribuzioni, in cambio di provvedimenti di politica econormica e fiscale (alleggerimento del carico fiscale sulla busta paga dei lavoratori, adeguamento degli assegni familiari per favorire le famiglie più numerose e con meno reddito disponibile, provvedimenti governativi sull'occupazione e per la "fiscalizzazione" degli oneri sociali, cioè per il pagamento da parte dello Stato dei contributi pagati dalle imprese per i lavoratori ecc.).
Gli ultimi anni sono segnati dalla pratica concertativa con i due protocolli del luglio 1992 e del luglio 1993. In tale contesto anche il sindacato si rinnova partendo proprio dai luoghi di lavoro: con gli inizi del 1994 si cominciano a votare in tutte le realtà lavorative le Rappresentanze sindaca li unitarie (RSU), un modo più democratico di concepire il rapporto con i lavoratori e la loro azione negoziale e prirmo passo verso la ostruzione di un sindacato unitario.
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